Facebook Ads riduce la lunghezza dei copy. E ora come si fa?

Facebook ha deciso: i copy delle Ads devono essere micro-copy. Ecco una guida per sopravvivere al cambiamento.
lunghezza copy facebook ads

Chi si è trovato a realizzare annunci Facebook probabilmente non avrà mai avuto troppo da lamentarsi in merito alla generosità dei campi di testo. Rispetto alle più strette limitazioni degli annunci del mondo SEM, infatti,  Facebook in questi anni ha dato massima libertà agli utenti, con un campo di testo principale virtualmente infinito e soltanto un po’ di severità nella lunghezza del titolo, che quando si esagera con i caratteri può non essere visualizzato per intero.

Ma i momenti felici non sono eterni… 🙄

A partire dal 19 agosto, Facebook ha ridotto le dimensioni dei post e degli annunci sulla propria piattaforma mobile. Il cambiamento è stato introdotto in seguito alla conferenza annuale degli sviluppatori di Facebook che ha annunciato diverse modifiche allo stile e migliorie al design dell’applicazione principale, con l’obiettivo di favorire e stimolare i gruppi e la community all’interno della piattaforma. 

Facebook spiega che questi cambiamenti sono necessari per semplificare i formati e migliorare la coerenza e l’efficacia delle inserzioni per quanto riguarda l’esperienza su mobile. Resta comunque possibile scrivere quanto si vuole ma, oltre le 3 righe, tutto il resto del messaggio verrà nascosto e l’utente dovrà eseguire volontariamente una azione per continuare a leggere.

Diciamoci la verità: era fin troppo bello avere tutto quel testo a disposizione e sapevamo di doverci godere il momento. Non ci sarebbe voluto molto prima di un adeguamento delle regole di Facebook alle ristrettezze creative di Instagram, in cui solo un rigo e mezzo di copy è visibile a prima occhiata.

Ma fino all’estate del 2019 gli advertiser più in gamba non si sono di certo fatti scappare l’opportunità. Abbiamo spremuto fino all’ultimo carattere possibile, ben coscienti che sono pochi gli utenti che volontariamente premono il fatidico pulsante “Altro” per leggere il resto del messaggio (quello che veniva tagliato via quando si andava oltre le 7-8 righe).

Perché tutto ciò? Perché un copy di annuncio lungo 7 righe, unito magari ad un video in formato verticale, può tranquillamente invadere tutto lo spazio a schermo di un dispositivo mobile, catturando certamente l’attenzione ma anche arrecando possibili fastidi di navigazione. E Facebook lo sa: se l’esperienza diventa un disturbo, il social si usa meno, con la conseguenza di un minore appeal della relativa piattaforma pubblicitaria. 

Facebook ads minicopy
La faccia degli advertiser dopo la notizia

6 consigli per adattarsi al cambiamento

Detto ciò, è arrivato il momento dell’accettazione e dell’adattamento. La prima cosa da fare è aprire tutti gli account pubblicitari in propria gestione e controllare come sono cambiate le inserzioni attive. Scopriremo che molti annunci potrebbero aver perso di senso, perché magari la value proposition o la call to action non sono più evidenti a primo impatto come prima. Questo potrebbe aver abbattuto le performance di tali annunci, come diretta conseguenza. 

È possibile ristabilire i risultati precedenti? Molto probabilmente, ma a patto di impiegare abilità, tempo e un po’ di fantasia. Ecco qualche consiglio.

  • Cerchiamo, dove possibile, di stringere le nostre comunicazioni su 3 righe e sacrifichiamo i piccoli dettagli che l’utente può approfondire altrove (magari cliccando l’annuncio e spostandosi sul sito o su Messenger). 
  • Se ritenete che comunicare meno al target sia una cosa negativa, pensate che a volte un messaggio che non spiega tutto per intero può invogliare maggiormente a scoprire cosa c’è dietro. Vi è mai capitato di vedere Instagram Stories sponsorizzate che non dicono nulla? Ecco, magari sono io quello strano, ma tendo sempre a fare swipe up sulle proposte che voglio approfondire prima di disinteressarmi. Il vostro sito web è molto più bravo dei vostri annunci, per spiegare e vendere ciò che c’è da vendere.
  • Se lo spazio complessivo dell’annuncio si è ridotto rispetto al passato, controbilanciamo con immagini e video verticali (formato 4:5), così da poter avere ancora una buona quantità di spazio occupato sullo schermo del nostro pubblico target.
  • Ricordate che il campo di testo dell’annuncio è ancora virtualmente infinito, se l’utente decide di premere il pulsante “Altro”. Volete scrivere un papiro nonostante tutto? Potete ancora farlo, a patto da spezzare l’annuncio in due parti, di cui la prima parte è composta dalle prime 3 righe, e la seconda dal resto del copy. Dopodiché scriviamo 3 righe così interessanti da invogliare l’utente a richiedere il resto del messaggio.
  • Super importante: inviate la preview del vostro annuncio al vostro dispositivo mobile per poter verificare che l’inserzione sia mostrata esattamente nel modo in cui l’avete pensata.
  • Test, test, test. Ormai è quasi banale da ricordare, ma non pensate di chiudere il compitino con un solo copy, a meno che non stiate facendo A/B test di immagini.

Infine, se il feed di Instagram dovesse essere un posizionamento strategico per voi, ricordate che Instagram è una sfida ancora più difficile, con il suo rigo e mezzo di campo di testo visibile. In questo caso, conviene anche lavorare tanto con le immagini, stando ben attenti a non superare i limiti di testo (lo usate questo tool, vero?) in modo da creare una sinergia comunicativa tra i due elementi dell’annuncio.

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Siamo carichi per il secondo tempo nel Business Manager

Pronti a caricare i nuovi annunci? Nel dubbio, torniamo tutti a fare un doppio check di tutte le nuove bozze!


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